Spesso mi chiedo cosa e quando fotografare in scala di grigi o a colori.
Seppur sia un'amante della fotografia in bianco e nero, spinta dalla convinzione che l'essenza della fotografia sia nella composizione, nell'inquadratura, nel punto di vista personale e che spesso il colore possa essere fonte di distrazione e che ne limiti la profondità, oggi mi sono imbattuta in un punto di vista diverso, aperto.
Riporto l'estratto di un intervista al fotografo Alex Webb, tratto dalle pagine di "A OCCHI APERTI" di Mario Calabresi:
"Come molti fotografi della mia generazione ho cominciato lavorando soltanto in bianco e nero. Ma nel 1975 ero finito in un vicolo cieco. Fotografavo il panorama sociale americano: grandi parcheggi deserti dei supermercati, gente dall'aria triste e cani solitari che spuntano dappertutto.[...] Poi ho letto I commedianti di Graham Greene, un romanzo ambientato ad Haiti, che mi ha affascinato e spaventato. Ho deciso di partire per Potr- au- Prince e ci sono rimasto per settimane. Quel viaggio mi ha veramente trasformato come fotografo e come persona. Ho visto un mondo tragico, ma anche pieno di vita e di intendità, era molto diverso dal mio New England, così grigio e opaco, dove non vedi le emozioni delle persone nelle strade. Haiti mi ha dato la sensazione di essere entrato in una specie di quinta teatrale nella quale la vita si trasmette in modo fortissimo e immediato".
Così grazie a un libro Webb diventa il fotografo del colore, i toni caldi e accesi lo affascinano e diventano centrali nelle sue immagini.
"Se vai in alcune zone del Messico, di Haiti o dei Caraibi, vedi che il colore fa parte della cultura e della società, mentre negli Stati Uniti serve per fare pubblicità. Anche a Times Square a New York ci sono tantissimi colori, ma sono colori commerciali, mentre in Messico quando trovi la parete di una casa gialla, rossa o blu, capisci che non serve per vendere qualcosa ma fa parte di una cultura"
[A Occhi Aperti, pg. 121- M.Calabresi]
La scelta del colore rispetto il bianco e nero non è una preferenza dettata dallo stile.
E' il messaggio da trasmettere attraverso l'immagine e , spesso il luogo e la cultura congelati dallo scatto stesso a dettare il giusto linguaggio cromatico, per quel tempo, per quel luogo, per quel fotografo.
"Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l'immagine di un'idea." Tiziano Terzani
About Me
- BlackSilver
- Siciliana di nascita, milanese di adozione, negli ultimi anni ho iniziato a guardare il mondo attraverso una lente. I miei ricordi d'infanzia sono accompagnati da pellicole e macchine fotografiche del momento. Dalle piccole canon a rullino, alle kodak usa e getta, alle polaroid FUJI. Fotografavo per istinto, per propensione naturale. In età adulta e svolgendo tutt'altro mestiere ho capito che per me fotografare vuol dire rivelare al mondo come lo vedi. Fotografare vuol dire avere sempre qualcosa da dire e soprattutto da condividere. _________________________________ ©2012-2016 Melania Siracusano. Tutti i diritti riservati. Non usare o riprodurre senza permesso. Le immagini non possono essere usate senza il consenso scritto di Melania Siracusano / https://www.blacksilver35.blogspot.it. Le immagini non possono essere usate in nessun tipo di pubblicazione digitale o cartacea (come siti web / riviste / quotidiani / libri / apps, ecc.) senza riferimento e link back all’autore.
Sunday, May 1, 2016
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